' /> San Luigi Maria di Monte Forti - L'ammirevole segreto del Rosario - 55
Il Rosario Cantato – Ottavo episodio
Il Rosario Cantato – Ottavo episodio
Il 26 Luglio 2026 prosegue la pubblicazione del Rosario Cantato, con il mistero dell’Incoronazione di spine.

San Luigi Maria di Monte Forti - L'ammirevole segreto del Rosario - 55

16 luglio 2026
«Chiunque ti ami, o divina Maria», dice il beato Alano de la Rupe, «ascolti e gusti: il cielo gioisce, la terra si meraviglia, ogni volta che dico: Ave Maria, detesto il mondo, ho l'amore di Dio nel mio cuore; quando dico: Ave Maria, le mie paure svaniscono, le mie passioni sono mortificate; quando dico: Ave Maria, credo nella devozione, trovo la compunzione; quando dico: Ave Maria, la mia speranza si rafforza, la mia consolazione aumenta; quando dico: Ave Maria, il mio spirito gioisce, il mio dolore si dissipa, quando dico: Ave Maria, perché la dolcezza di questo dolce saluto è così grande che nessuna parola può spiegarla sufficientemente, e dopo che sono state dette cose meravigliose su di esso, rimane così nascosto e così profondo che non può essere trovato. È breve nelle parole, ma grande nei misteri; è più dolce di Il miele è più prezioso dell'oro; bisognerebbe spesso averlo nel cuore per meditarci sopra e leggerlo sul proprio labbra e ripetilo devotamente. Ascolta il tuo nome, o Maria, il cielo gioisce, tutta la terra è stupita quando dico Ave Maria. Satana fugge, l'inferno trema, quando dico Ave Maria il mondo diventa vile, il cuore si scioglie d'amore, quando dico Ave Maria la paura svanisce, la carne avvizzisce, quando dico Ave Maria la devozione aumenta, la carne avvizzisce, quando dico Ave Maria aumenta. Quando dico Ave Maria, la mente è rinfrescata e il malato è confortato nel bene quando dico Ave Maria. È piccolo nelle parole, profondo nei misteri, breve nel parlare, alto nella virtù, più dolce del miele, più prezioso dell'oro, va masticato costantemente con la bocca del cuore e recitato molto spesso e ripetuto devotamente con labbra pure. Lo stesso beato Alano racconta, nel capitolo 69 del suo Salterio, che una certa monaca, molto devota al Rosario, apparve a una delle sue consorelle dopo la morte e le disse: Se potessi tornare nel mio corpo per poter recitare anche solo un'Ave Maria, sebbene senza grande fervore, per avere il merito di questa preghiera, sopporterei volentieri di nuovo i dolori che ho sofferto prima della morte. Va notato che ella soffrì dolori lancinanti nel suo letto per diversi anni.

Lascia un commento.