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San Luigi Maria di Monte Forti - L'ammirevole segreto del Rosario - 42
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Il Rosario Cantato – Ottavo episodio
Il 26 Luglio 2026 prosegue la pubblicazione del Rosario Cantato, con il mistero dell’Incoronazione di spine.
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San Luigi Maria di Monte Forti - L'ammirevole segreto del Rosario - 42
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04 luglio 2026
Quando recitiamo con attenzione questa Divina Preghiera, compiamo tanti atti delle più nobili virtù cristiane quanti sono i nostri gesti. Dicendo Padre nostro che sei nei cieli, compiamo atti di fede, adorazione e umiltà. Desiderando che il suo nome sia santificato e glorificato, dimostriamo un fervente zelo per la sua gloria. Chiedendogli il possesso del suo regno, compiamo un atto di speranza. Desiderando che la sua volontà sia fatta come in cielo e in terra, dimostriamo uno spirito di perfetta obbedienza. Chiedendogli il nostro pane quotidiano, pratichiamo la povertà di spirito e la separazione dai beni terreni. Pregando che ci perdoni i nostri peccati, compiamo un atto di penitenza. E perdonando coloro che ci hanno offeso, esercitiamo la misericordia nella sua più alta perfezione. Chiedendogli aiuto nelle tentazioni, compiamo atti di umiltà, prudenza e fortezza. Mentre attendiamo la sua liberazione dal male, esercitiamo la pazienza. Infine, chiedendo tutte queste cose, non solo per noi stessi ma anche per il nostro prossimo e per tutti i membri della Chiesa, adempiamo al dovere di veri figli di Dio, lo imitiamo nella sua carità, che abbraccia tutti gli uomini, e adempiamo al comandamento di amare il prossimo. Detestiamo tutti i peccati e osserviamo tutti i comandamenti di Dio quando, dopo aver recitato questa preghiera, il nostro cuore concorda con la nostra lingua e non abbiamo intenzioni contrarie al significato di queste divine parole. Infatti, quando pensiamo a Dio che è in cielo, cioè infinitamente esaltato sopra di noi nella grandezza della sua maestà, cadiamo in un senso di profonda riverenza alla sua presenza e, presi dalla riverenza, fuggiamo l'orgoglio e ci umiliamo fino a non avere più nulla. Quando, pronunciando il nome del Padre, ricordiamo che riceviamo la nostra esistenza da Dio, attraverso i nostri genitori, e anche la nostra educazione attraverso i nostri insegnanti, che sono qui per Dio, di cui sono immagini viventi, ci sentiamo in dovere di onorarli, o meglio di onorare Dio nelle loro persone, e ci preoccupiamo di non disprezzarli né rattristarli. Quando desideriamo che il santo nome di Dio sia glorificato, siamo ben lungi dal profanarlo. Quando abbiamo il regno di Dio come eredità, rinunciamo a ogni attaccamento per i beni di questo mondo; quando chiediamo sinceramente per il nostro prossimo gli stessi beni che desideriamo per noi stessi, li neghiamo con odio, dissensi e invidia. Quando chiediamo a Dio il nostro pane quotidiano, detestiamo la gola e la lussuria che si nutrono dell'abbondanza. Quando preghiamo sinceramente Dio di perdonarci, come perdoniamo coloro che ci hanno offeso, freniamo la nostra ira e il desiderio di vendetta, rispondiamo al male con il bene e amiamo i nostri nemici. Quando chiediamo a Dio di non lasciarci cadere nel peccato nel momento della tentazione, dimostriamo di fuggire dalla pigrizia, di cercare i mezzi per combattere i vizi e ottenere la salvezza. Quando preghiamo Dio di liberarci dal male, temiamo la sua giustizia e siamo beati, perché il timore di Dio è il principio della saggezza; attraverso il timore di Dio ogni uomo evita il peccato. 15 Rosa
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